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News Novembre 2017


I chiarimenti del Ministero del Lavoro sul Fondo di Integrazione Salariale

Il Ministero del Lavoro è intervenuto in
merito all’accesso al Fondo di
Integrazione Salariale (F.I.S.) in caso di
operazioni straordinarie.
Come noto, Il Fondo è rivolto a quei datori
di lavoro che occupino più di 5
dipendenti appartenenti a settori,
tipologie e classi dimensionali non
rientranti nell’ambito di applicazione
della CIGS e della CIGO, e che non
abbiano costituito fondi di solidarietà
bilaterali o fondi di solidarietà alternativi.
Per poter beneficiare dell’integrazione
salariale, i lavoratori debbono essere in
possesso, alla data di presentazione della
domanda di concessione del
trattamento di integrazione salariale, di
un’anzianità di almeno 90 giorni di
effettivo lavoro presso l’unità produttiva
per la quale è stata presentata la
domanda.
È stato previsto anche il c.d. tetto
aziendale, inteso quale meccanismo
secondo cui ciascun datore di lavoro può
accedere alla prestazioni in proporzione alla contribuzione dovuta in un
determinato arco temporale. In proposito
l’INPS, cui è demandata la gestione del
Fondo di integrazione salariale, con il
messaggio n. 3617/2017, volto a chiarire
appunto i criteri di determinazione del
c.d. tetto aziendale ai fini dell’erogazione
del Fondo, ha specificato che, in caso di
aziende interessate da operazioni
societarie, la contribuzione dell’azienda
cedente per i lavoratori transitati
nell’azienda cessionaria è computata ai
fini del tetto aziendale esclusivamente
nelle ipotesi di fusioni o incorporazioni
totali, ossia nelle ipotesi in cui l’azienda
istante abbia acquisito la totalità dei
lavoratori dell’azienda cedente.
Qualora invece si tratti di un’operazione
societaria nella quale l’azienda di origine
resta in essere e trasferisce parte dei suoi
dipendenti ad una o più aziende già
esistenti o nuove (come, ad esempio, nel
caso di scissioni parziali o di cessioni di
ramo d’azienda) nel computo del tetto
aziendale si tiene conto della sola
contribuzione dovuta dall’azienda istante
(nonché cessionaria), a nulla rilevando la
contribuzione precedentemente dovuta
dalle aziende cedenti.


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